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Si tratta di un percorso adatto a tutti purche' in buona salute. Si consiglia un abbigliamento adeguato alla
montagna ,
con
scarponcini
o scarpe da
ginnastica
alte fino
alla
caviglia.
L'intero
sentiero
puo' essere percorso in 3/4 h.
Nell'estate 2008 i sig. Petracca
Carmine anno 63 e Petracca
Giuseppe anno 89 hanno percorso
il
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sentiero correndo in soli 42.52 e 42.05 minuti !! Tutto il percorso
è
ben segnalato e lungo il tragitto troverete delle bacheche con la descrizione del luogo
dove vi trovate, il tipo di terreno e le varie piante di fiori che si possono vedere.
La parte in cresta di facile
percorrenza e con un'ottimo panorama a 360 sulle Pale di San Martino, il Lagorai, la
Marmolada, il monte Coppolo, il vicino monte Agaro, le Vette Feltrine. |
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NOTE GEOGRAFICHE, GEOLOGICHE, STORICHE
Il tracciato del sentiero si può dividere in tre parti:
-La prima parte, totalmente su prato-pascolo alpino, inizia al passo
Brocon vicino alla grande bacheca segnaletica, sale a tornanti verso nord il
"par
delle Bene" sul tracciato di una vecchia mulattiera della prima guerra mondiale a
tratti affiorante. AI Col delle Bene sulla dorsale che unisce il Pizzo degli uccelli al
Col del Boia, la mulattiera si fa piana e prosegue verso ovest a metà costa sul versante
sud fino al Col del Boia. In quello stesso punto il "Trodo" si porta in cresta ed
inizia la seconda parte. Percorre il crinale che si fa sempre pi sottile e roccioso ed
solcato da una trincea di guerra. Qui, da per tutto,ma |
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specialmente nelle fessure della roccia
che si sgretola, tanti bellissimi fiori. Col tempo bello
il panorama splendido. L 'identificazione delle montagne
circostanti facilitata dalla presenza di una ruota con
le targhette dei nomi. Oltre la ruota il "Trodo" prosegue fino ad
incrociare la mulattiera che viene dal passo Brocon e porta alla Forcella Cavallara.
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foto escursione
Amici della
Montagna Zugliano |
Da questo incrocio comincia: La
terza parte che percorre a ritroso la mulattiera appena incrociata, ed è
certamente la più interessante. Vi sono profusi tutti i fiori finora
osservati.
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Verso monte, a fianco, tutti i fiori di roccia; sotto,
verso valle, tutti i fiori di prato; Tanti !! AI momento
giusto, è luglio-agosto e anche
settembre. Terminata la parte su roccia, pianeggiante, la mulattiera scende il"Par
delle Bene" (a prato) sul percorso iniziale fino al passo Brocon. Questo percorso botanico evidenzia un
fenomeno molto particolare e raro. Nella sua parte iniziale, orientale, (per intenderci,
quella verso il passo Brocon) crescono quasi solo fiori propri dei terreni calcarei (meno
che i qualche raro microclima); nella sua parte pi occidentale, (quella verso il Col del
Boia) crescono fiori sia basofili sia acidofili. Per capire perchè ciò possa avvenire, conviene fare, qui di seguito, qualche accenno di geologia.
Dal punto di vista geologico la dorsale del Col del Boia
composta di rocce calcaree dell'epoca giurese e cretacea dell'era mesozoica.
Approssimativamente 193 milioni di anni fa sedimentava sul fondo marino al di sopra del
basamento cristallino di Cima d'Asta. In epoca posteriore, nell'era terziaria (circa 38
milioni di anni fa) inizi e si completa il lento sollevamento delle Alpi e con esse il
cristallino di Cima d' Asta, il quale "nel quadro alpino ha funzione anticlinalitica,
cio si trova tettonicamente rialzato rispetto alle regioni circostanti. Verso nord e
ovest le serie geologiche permomezozoiche ricoprono il cristallino, in generale
continuativo stratigrafica, abbassandosi sopratutto in direzione NW. Il limite
meridionale del cristallino invece sempre tettonico dislocativo, ed costituito dalla
LINEE DELLA VALSUGANA, a sud della quale si trovano, in posizione tettonica abbassata, le
serie sedimentarie triassiche. "(Claudio d' Amico-Notizie geologiche e petrografiche
sul cristallino di Cima d'Asta-Natura alpina voi. XVIII, pag. 122, Trento 1967).
Subito sotto il Col del Boia verso nord la mulattiera porta
alla Forcella della Cavallara. ... proprio in forcella "passa" la LINEA
TETTONICA DELLA VALSUGANA che pone a contatto rocce cristalline {granito di Cima d' Asta e
filladi quarzifere) con calcari {del Giurese medio-sup. e Cretaceo inf.). Intuibili le
conseguenze sulla flora; l'appassionato pu ritrovare, vicinissime, specie legate a
terreni acidi e specie di rocce calcaree. Citiamo due esempi assai noti, quali la
vicarianza tra la Pulsatilla alpina (calcifila, dalle corolle bianche) e la Pulsatilla
alpinassp. apiifolia (calci- fuga, dalle corolle gialle) e quella tra i due rododendri, il
Rhododendron hirsutum (calcifilo) e il Rhododendron ferrugineum (calcifugo). (Busnardo
Giuseppe -Cime di Tolv -Bollettino della S.A.T., anno XLIV n.1 pag. 16- Trento 1981).
Per quanto riguarda la storia antropologica di queste
montagne, il problema si fa parecchio pi scabroso, sia per la povertà dei documenti sia
per la loro difficile interpretazione. Quali ne siano stati i primi abitatori cosa
controversa. Si parla di "Eneti" o "Reti", cacciatori nomadi
provenienti dalle paludi venete" come primi abitatori di un "castelliere"
preistorico, di cui esistono sufficienti documentazioni, situtato sul Colle di S. Polo.
Per una maggiore informazione su questo argomento invito il lettore a consultare "
I racconti di Casteltesino" di Pasqualini E. pag. 53 e seguenti. Affascinante anche
il capitolo primo "Il racconto delle pietre" a pag.19 -storia geologica di
queste montagne .
L 'ipotesi del dott. Frattini, riguardo ai primi abitanti
del Tesino, non mi pare plausibile, ma anch'essa affascinante per le deduzioni.
"... I pi antichi abitatori della valle di Tesino, dai quali direttamente
discenderebbero i moderni, sono i Romani, e precisamente i Romani dell'epoca Imperiale,
che vennero nella patria nostra pi che con intenzioni belligere per difendere la via
Claudia Altinate, la quale conduceva in Germania venendo direttamente dalle limitrofe
valli di Lamon e di Feltre. Che prima dei romani siano vissuti in Tesino altri popoli
(molto probabilmente gli antichi Reti) non duro fatica a crederlo; mancano per le
prove a tal riguardo, e d'altra parte, anche se ci fosse avvenuto, bisognerebbe credere
che gli invasori romani abbiano affatto soverchiati i vinti sostituendosi ad essi. E
difatti il carattere fermo e risoluto dei presenti abitatori di Tesino, il loro amore per
i viaggi, la loro fisica costituzione, la lingua e l'accento prettamente di origine
meridionale, non che certi speciali costumi, come ad esempio quello delle
"prefiche" (non pi in uso) proprio dei Romani e degli altri popoli meridionali
e orientali, ma sconosciuto dai Germani, ci induce a credere che i primi abitatori siano
venuti nell'epoca imperiale di Roma dal sud. La presenza poi di un fortilizio romano nella
nostra valle, di cui rimane ancora qualche vestigio nonchè le tracce della via Claudia
Altinate, formerebbero le prove storiche di tale opinione. (da "Memorie di
Tesino" di Don Gioachino Bazzanella -Trento 1884. - l'edizione riveduta da Don
Giuseppe Biasori 1936). |
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Un'oculata campagna d'acquisti e qualche pirateria
portarono le parsimoniose e avvenute comunità Tesine, da una ricca pastorizia del tardo
medioevo, ma senza, o quasi, territorio, al successivo e graduale possesso di 12000 ettari
d1 campi, boschi e pascoli e... montagne. Il crinale dei Cainei ed il Col del Boia sui
quali "transita" il "Trodo dei fiori" sono di proprietà del Comune (=
comunità) di Castello Tesino.
Fino a11909, anno in cui fu
terminata ed inaugurata l'attuale strada del Passo Brocon ancora sotto il governo
austriaco, l'unica via di comunicazione tra Castello Tesino (Trentino) e la Valle del
Vanoi e di Primiero era la mulattiera delle "Scale" (ancora oggi
interessantissima trascurata escursione a piedi dai "Magri" al passo). E doveva
essere una via importante e frequentata se gi allora (1877) |
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al
passo c'era "la sospirata osteria del Broccone, in cui potete finalmente rifarvi
delle fatiche della lunga salita ed apparecchiarvi per
l'ardua discesa per Canale" (dott. Fortunato Frattini,
-"Da Castel Tesino e Canal s. Bovo pel monte Broccone": Annuario S.A.T.1877 pag.
38) e se "la provincia pagava in quei tempi all'oste tale Valline Antonio Marciolato,
una) sovvenzione annua di 50 fiorini per favorire la sua presenza in tutte le
stagioni." (da -Cime di Tolv-Busnardo Giuseppe, Bollettino S.A.T. 1981 I
trimestre)."
Fino a prima dell'ultima guerra mondiale la presenza dell'uomo su questi
monti era intensa e le attivit produttive pascolo-forestali estese i tutte le valli
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circumvicine. Alcuni dati significativi ci vengono dal Perini (1885) riguardo alle
capacità recettive di alcune malghe: malga Tolvà "capace di 100 bovini, 1500
pecore, e 30 capre"; malga Orena "capace di 60 bovini e 1040 pecore"; malga
Viose "capace di 100 bovini, 740 pecore". Oggi di tutto questo rimane ben
poco. Cito da Giuseppe Busnardo (vedi sopra pag.12) "Un
cenno d'obbligo va fatto alla grande guerra. Le operazioni investirono in modo brutale i
paesi della Valle del Vanoi, poich il fronte fra il 1915
ed il 1917
era
inchiodato
sulle vicine
cime del lagorai (Cauriol, Cardinal, Cece... allora chiamate "Alpi di
Fassa"); le nostre vette perciò ne furono toccate solo marginalmente.
La zona all'inizio delle ostilit, si trovava sotto il dominio austriaco e venne
rapidamente occupata nell'estate del '15 dalle truppe
italiane,
divenendo
per due anni
solo una
sicura
seconda
linea. Gli
ampi resti
di opere
militari che
vi si
trovano
ancora oggi
testimoniano
il lavoro di
: Consolidamento di queste posizioni subalterne, ma ad
immediato ridosso di un fronte difficile". La mulattiera e la trincea sul cui
tracciato )i snoda il "Trodo dei fiori", fanno parte di queste opere militari; e
con ogni probabilità sono state costruite dai soldati del battaglione del 58
fanteria che occuparono Castello Tesino il 30 maggio 1915, a )
eguito della fulminea quanto
incruenta avanzata dell'esercito italiano.
La mulattiera invasa e coperta dal prato, e la trincea,
nelle cui fessure, ferite di un lento disfacimento, il vento ha portato
terra e sementi, che oggi
compongono
quello stupendo giardino che siamo onorati di proporre agli "uomini" che trovano
il tempo per venire quass. |
Tratto da
"Piccola Antologia dei Fiori di Montagna" di
Rino
Ballerin, edito da Dolomia editrice d'Arte 
Sito
internet creato e realizzato da PS
Foto di Stefano
Paternolli
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