IL TRODO DEI FIORI

"Sentiero dei Fiori"

Località Passo Brocon mt.1616 - Castello Tesino (Trento)

trekking in trentino

 
   

           Il percorso

 
           Le tappe
           La Ruota Panoramica  
           L'ideatore
           I fiori  
   

IL PERCORSO

 
Si tratta di un percorso adatto a tutti purche' in buona salute. Si consiglia un abbigliamento adeguato alla montagna , con scarponcini o scarpe da ginnastica alte fino alla caviglia. L'intero sentiero puo' essere percorso in 3/4 h. Tutto il percorso è ben segnalato e lungo il tragitto troverete delle bacheche con la descrizione del luogo dove vi trovate,

il tipo di terreno e le varie piante di fiori che si possono vedere. La parte in cresta di facile percorrenza e con un' ottimo panorama a 360 sulle Pale di San Martino, il Lagorai, la Marmolada, il monte Coppolo, il vicino monte Agaro, le Vette Feltrine.

PRESSO l'APT le strutture del Passo Brocon disponibile un depliant che vi permetterà lungo il percorso di conoscere i fiori, la storia e i nomi delle montagne.

NOTE GEOGRAFICHE, GEOLOGICHE, STORICHE

Il tracciato del sentiero si può dividere in tre parti:

-La prima parte, totalmente su prato-pascolo alpino, inizia al passo Brocon vicino alla grande bacheca segnaletica, sale a tornanti verso nord il "par delle Bene" sul tracciato di una vecchia mulattiera della prima guerra mondiale a tratti affiorante. AI Col delle Bene sulla dorsale che unisce il Pizzo degli uccelli al Col del Boia, la mulattiera si fa piana e prosegue verso ovest a metà costa sul versante sud fino al Col del Boia. In quello stesso punto il "Trodo" si porta in cresta ed inizia la seconda parte. Percorre il crinale che si fa sempre pi sottile e roccioso ed solcato da una trincea di guerra. Qui, da per tutto,ma

specialmente nelle fessure della roccia che si sgretola, tanti bellissimi fiori. Col tempo bello il panorama splendido. L 'identificazione delle montagne circostanti facilitata dalla presenza di una ruota con le targhette dei nomi. Oltre la ruota il "Trodo" prosegue fino ad incrociare la mulattiera che viene dal passo Brocon e porta alla Forcella Cavallara. 

foto escursione Amici della Montagna Zugliano

Da questo incrocio comincia: La terza parte che percorre a ritroso la mulattiera appena incrociata, ed è certamente la più interessante. Vi sono profusi tutti i fiori finora osservati.

Verso monte, a fianco, tutti i fiori di roccia; sotto, verso valle, tutti i fiori di prato; Tanti !! AI momento giusto, è luglio-agosto e anche settembre. Terminata la parte su roccia, pianeggiante, la mulattiera scende il"Par delle Bene" (a prato) sul percorso iniziale fino al passo Brocon. Questo percorso botanico evidenzia un fenomeno molto particolare e raro. Nella sua parte iniziale, orientale, (per intenderci, quella verso il passo Brocon) crescono quasi solo fiori propri dei terreni calcarei (meno che i qualche raro microclima); nella sua parte pi occidentale, (quella verso il Col del Boia) crescono fiori sia basofili sia acidofili. Per capire perchè ciò possa avvenire, conviene fare, qui di seguito, qualche accenno di geologia.

Dal punto di vista geologico la dorsale del Col del Boia composta di rocce calcaree dell'epoca giurese e cretacea dell'era mesozoica. Approssimativamente 193 milioni di anni fa sedimentava sul fondo marino al di sopra del basamento cristallino di Cima d'Asta. In epoca posteriore, nell'era terziaria (circa 38 milioni di anni fa) inizi e si completa il lento sollevamento delle Alpi e con esse il cristallino di Cima d' Asta, il quale "nel quadro alpino ha funzione anticlinalitica, cio si trova tettonicamente rialzato rispetto alle regioni circostanti. Verso nord e ovest le serie geologiche permomezozoiche ricoprono il cristallino, in generale continuativo stratigrafica, abbassandosi sopratutto in direzione NW. Il limite meridionale del cristallino invece sempre tettonico dislocativo, ed costituito dalla LINEE DELLA VALSUGANA, a sud della quale si trovano, in posizione tettonica abbassata, le serie sedimentarie triassiche. "(Claudio d' Amico-Notizie geologiche e petrografiche sul cristallino di Cima d'Asta-Natura alpina voi. XVIII, pag. 122, Trento 1967).

Subito sotto il Col del Boia verso nord la mulattiera porta alla Forcella della Cavallara. ... proprio in forcella "passa" la LINEA TETTONICA DELLA VALSUGANA che pone a contatto rocce cristalline {granito di Cima d' Asta e filladi quarzifere) con calcari {del Giurese medio-sup. e Cretaceo inf.). Intuibili le conseguenze sulla flora; l'appassionato pu ritrovare, vicinissime, specie legate a terreni acidi e specie di rocce calcaree. Citiamo due esempi assai noti, quali la vicarianza tra la Pulsatilla alpina (calcifila, dalle corolle bianche) e la Pulsatilla alpinassp. apiifolia (calci- fuga, dalle corolle gialle) e quella tra i due rododendri, il Rhododendron hirsutum (calcifilo) e il Rhododendron ferrugineum (calcifugo). (Busnardo Giuseppe -Cime di Tolv -Bollettino della S.A.T., anno XLIV n.1 pag. 16- Trento 1981).

Per quanto riguarda la storia antropologica di queste montagne, il problema si fa parecchio pi scabroso, sia per la povertà dei documenti sia per la loro difficile interpretazione. Quali ne siano stati i primi abitatori cosa controversa. Si parla di "Eneti" o "Reti", cacciatori nomadi provenienti dalle paludi venete" come primi abitatori di un "castelliere" preistorico, di cui esistono sufficienti documentazioni, situtato sul Colle di S. Polo. Per una maggiore informazione su questo argomento invito il lettore a consultare " I racconti di Casteltesino" di Pasqualini E. pag. 53 e seguenti. Affascinante anche il capitolo primo "Il racconto delle pietre" a pag.19 -storia geologica di queste montagne .

L 'ipotesi del dott. Frattini, riguardo ai primi abitanti del Tesino, non mi pare plausibile, ma anch'essa affascinante per le deduzioni. "... I pi antichi abitatori della valle di Tesino, dai quali direttamente discenderebbero i moderni, sono i Romani, e precisamente i Romani dell'epoca Imperiale, che vennero nella patria nostra pi che con intenzioni belligere per difendere la via Claudia Altinate, la quale conduceva in Germania venendo direttamente dalle limitrofe valli di Lamon e di Feltre. Che prima dei romani siano vissuti in Tesino altri popoli (molto probabilmente gli antichi Reti) non duro fatica a crederlo; mancano per le prove a tal riguardo, e d'altra parte, anche se ci fosse avvenuto, bisognerebbe credere che gli invasori romani abbiano affatto soverchiati i vinti sostituendosi ad essi. E difatti il carattere fermo e risoluto dei presenti abitatori di Tesino, il loro amore per i viaggi, la loro fisica costituzione, la lingua e l'accento prettamente di origine meridionale, non che certi speciali costumi, come ad esempio quello delle "prefiche" (non pi in uso) proprio dei Romani e degli altri popoli meridionali e orientali, ma sconosciuto dai Germani, ci induce a credere che i primi abitatori siano venuti nell'epoca imperiale di Roma dal sud. La presenza poi di un fortilizio romano nella nostra valle, di cui rimane ancora qualche vestigio nonchè le tracce della via Claudia Altinate, formerebbero le prove storiche di tale opinione. (da "Memorie di Tesino" di Don Gioachino Bazzanella -Trento 1884. - l'edizione riveduta da Don Giuseppe Biasori 1936).

Un'oculata campagna d'acquisti e qualche pirateria portarono le parsimoniose e avvenute comunità Tesine, da una ricca pastorizia del tardo medioevo, ma senza, o quasi, territorio, al successivo e graduale possesso di 12000 ettari d1 campi, boschi e pascoli e... montagne. Il crinale dei Cainei ed il Col del Boia sui quali "transita" il "Trodo dei fiori" sono di proprietà del Comune (= comunità) di Castello Tesino.

Fino a11909, anno in cui fu terminata ed inaugurata l'attuale strada del Passo Brocon ancora sotto il governo austriaco, l'unica via di comunicazione tra Castello Tesino (Trentino) e la Valle del Vanoi e di Primiero era la mulattiera delle "Scale" (ancora oggi interessantissima trascurata escursione a piedi dai "Magri" al passo). E doveva essere una via importante e frequentata se gi allora (1877)

 al passo c'era "la sospirata osteria del Broccone, in cui potete finalmente rifarvi delle fatiche della lunga salita ed apparecchiarvi per l'ardua discesa per Canale" (dott. Fortunato Frattini, -"Da Castel Tesino e Canal s. Bovo pel monte Broccone": Annuario S.A.T.1877 pag. 38) e se "la provincia pagava in quei tempi all'oste tale Valline Antonio Marciolato, una) sovvenzione annua di 50 fiorini per favorire la sua presenza in tutte le stagioni." (da -Cime di Tolv-Busnardo Giuseppe, Bollettino S.A.T. 1981 I trimestre)."

Fino a prima dell'ultima guerra mondiale la presenza dell'uomo su questi monti era intensa e le attivit produttive pascolo-forestali estese i tutte le valli

circumvicine. Alcuni dati significativi ci vengono dal Perini (1885) riguardo alle capacità recettive di alcune malghe: malga Tolvà "capace di 100 bovini, 1500 pecore, e 30 capre"; malga Orena "capace di 60 bovini e 1040 pecore"; malga Viose "capace di 100 bovini,  740 pecore". Oggi di tutto questo rimane ben poco. Cito da Giuseppe Busnardo (vedi sopra pag.12) "Un cenno d'obbligo va fatto alla grande guerra. Le operazioni investirono in modo brutale i paesi della Valle del Vanoi, poich il fronte fra il 1915 ed il 1917 era inchiodato sulle vicine cime del lagorai (Cauriol, Cardinal, Cece... allora chiamate "Alpi di Fassa"); le nostre vette perciò ne furono toccate solo marginalmente.

La zona all'inizio delle ostilit, si trovava sotto il dominio austriaco e venne rapidamente occupata nell'estate del '15 dalle truppe italiane, divenendo per due anni solo una sicura seconda linea. Gli ampi resti di opere militari che vi si trovano ancora oggi testimoniano il lavoro di : Consolidamento di queste posizioni subalterne, ma ad immediato ridosso di un fronte difficile". La mulattiera e la trincea sul cui tracciato )i snoda il "Trodo dei fiori", fanno parte di queste opere militari; e con ogni probabilità sono state costruite dai soldati del battaglione del 58 fanteria che occuparono Castello Tesino il 30 maggio 1915, a ) eguito della fulminea quanto incruenta avanzata dell'esercito italiano.

La mulattiera invasa e coperta dal prato, e la trincea, nelle cui fessure, ferite di un lento disfacimento, il vento ha portato terra e sementi, che oggi compongono quello stupendo giardino che siamo onorati di proporre agli "uomini" che trovano il tempo per venire quass.

Tratto da "Piccola Antologia dei Fiori di Montagna" di Rino Ballerin, edito da Dolomia editrice d'Arte Copertinalibro.jpg (34971 byte)

Sito internet creato e realizzato da PS Foto di Stefano Paternolli

 

 

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